Ci sono stati vari tempi del mio andare in Montagna. Il tempo della velocità e quello del passaggio chiave, il tempo dei rifugi e quello delle vette, il tempo delle vie attrezzate e delle ferrate. Questi "tempi" hanno scandito la mia vita, testimoni e compagni di altre vicissitudini e del passare degli anni. Oggi, eccomi qua alle prese con il tempo della consapevolezza, della montagna lenta e delle vie normali. Talvolta però i "vecchi tempi", mentre passo dopo passo percorro il sentiero, si ripresentano, ed io non oppongo resistenza.

Benvenuti, comunque la pensiate, su VIA NORMALE

10 agosto 2014

MONTE CLAPSAVON

Ai confini del Friuli Venezia Giulia, dove finisce la Val Pesarina ed inizia il Cadore, c'è un posto fatto  di pascoli e casere, boschi  e ghiaioni, cime e creste.  Di solito chi viene da queste parti ci viene per salire, facendo un anello, il Clapsavon ed il Bivera,  due cime divise da una sottile cresta  che per un breve tratto richiede circospezione ed attenzione. Nulla vieta però di scegliere  solo una cima da salire, come noi oggi. Senza fretta, con la voglia di non preoccuparsi troppo di affilate traiettorie e in  compagnia di Luca e Marisa, Roberto e Keti, percorriamo il sentiero n. 210 per il Clapsavon  che inizia a Casera Razzo, a quota 1.739  e con una comoda sterrata  si snoda fino  alla casera Chiansaveit. Dalla casera il sentiero continua per un ripido bosco, oggi anche umido,  prosegue per  un valico erboso ed infine si inerpica sulle  ghiaie mobili che portano in  vetta a  2.462 m. di quota. Il cielo azzurro del mattino si è movimentato, soprattutto nelle zona più alta, con le  veloci scorribande delle nuvole che hanno però reso suggestive le improvvise aperture e le variazioni di densità dei vapori. Il ritorno è per lo stesso percorso con  lo sguardo che scorge, dulcis in fundo, l'appartato giglio martagone. 




















Il Clapsavon, una cima che oggi vale il doppio, il perchè...nel racconto di Luca 

3 commenti:

Luca De Ronch ha detto...

spensierato, faticoso e fantasioso ...... con i fiori, il sole e le nuvole a far da fortunata cornice a una bella giornata . La ricorderò ....

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Un "dulcis in fundo" come quel giglio...beh,hai coronato una bellissima giornata passata con simpatici amici!!!Speriamo che Zeus abbia finalmente terminato di bagnare il giardino e ci regali l'estate soleggiata che abbiam visto solo tra le nuvole!!! Salutoni a tutti!!!

Flavio Molinaro ha detto...

@Luca:
beh tra una sosta, una chiacchiera, una foto, ci abbiamo messo "il tempo necessario" e la giornata è stata bella e lunga ;-)

@Nadia:
Zeus....mi sa che ha un giardino enorme! Oggi eravamo ad Avasinis(tutto il gruppo del Clapsavon) per la sagra del lampone e del mirtillo e la pioggia verso l'una è arrivata, per fortuna eravamo sotto al tendone e non ci siamo bagnati. In compenso ci siamo ben consolati.... :-)))