Ci sono stati vari tempi del mio andare in Montagna. Il tempo della velocità e quello del passaggio chiave, il tempo dei rifugi e quello delle vette, il tempo delle vie attrezzate e delle ferrate. Questi "tempi" hanno scandito la mia vita, testimoni e compagni di altre vicissitudini e del passare degli anni. Oggi, eccomi qua alle prese con il tempo della consapevolezza, della montagna lenta e delle vie normali. Talvolta però i "vecchi tempi", mentre passo dopo passo percorro il sentiero, si ripresentano, ed io non oppongo resistenza.

Benvenuti, comunque la pensiate, su VIA NORMALE

2 agosto 2010

DIRUPI DI LARSÈC

Questa mattina, il sole è il padrone assoluto del cielo. Le navette affollate si arrampicano fino alla conca del Gardeccia. Qui sullo spiazzo antistante il rifugio c'è lo spartiacque. I più imboccano il sentiero che porta nel cuore del Catinaccio, al rifugio Vaiolet e da lì agli spettacolari percorsi delle Torri, del Passo Principe, della salita al Catinaccio d'Antermoia. Unico neo, bisogna condividere queste bellezze con decine e decine di persone. Pochi sono invece coloro che decidono di intraprendere la salita al Passo delle Scalette, porta d'ingresso al non meno spettacolre e solitario sottogruppo dei Dirupi di Larsèc. Oggi, siamo proprio noi quei pochi.



Il sentiero, si snoda comodo e pianeggiante, fino a quando ci troviamo di fronte il "muro".




Quello che da lontano sembrava dritto e inaccessibile, ci svela i suoi punti deboli, si lascia vincere piano piano. Saliamo ghiaie e sassi, roccia articolata ed attrezzata e cominciamo a sentirci piccoli in uno scenario che diventa man mano più imponente e spettacolare. Ognuno sale col suo ritmo, con il suo stile, con il suo percorso e alla fine siamo tutti al "passo".

















Siano a 2400 metri di quota e la solitudine continua. La montagna è tutta per noi, ce la godiamo passo dopo passo, scorcio dopo scorcio. Ecco lì il laghetto di Larsèc o meglio quello che resta di questo piccolo specchio d'acqua formato dallo scioglimento delle nevi ma che in estate si prosciuga. Da qui il nome di Larsèc, cioè lago secco. E' una piacevole sorpresa poterne vedere ancora una pozza.




Le sorprese continuano. L'altopiano proprio non te lo aspetti. Verde e morbido contrasta con tutto ciò che lo circonda. Ghiaie, rocce, una montagna desolata e al suo interno un cuore verde, un dono per chi lo attraversa. Ben presto però, il paesaggio arido e solitario, aspro e selvaggio, riprende il sopravvento. Su sfasciumi e ghiaie, sbriciolata memoria di arditi fondali marini e dell'incessante lavoro delle forze della natura, raggiungiamo i 2700 metri del Passo di Lausa, il punto più alto della traversata.












Il sentiero prosegue scendendo per ghiaie e lastronate verso il vallone di Antermoia. La vista del lago, arrivando dall'alto, è spettacolare. La sosta al rifugio Anteromoia si prolunga e del resto non potrebbe essere altrimenti, il luogo è veramente incantevole.


















Ci rimettiamo in cammino. Il Passo di Dona è vicino e dopo il "passo" la valle verde, ampia e piena di marmotte. Quatttro chiacchiere con il gestore del rifugio Dona che ci consiglia un sentiero più comodo per arrivare a Campitello.















Le ombre cominciano ad allungarsi. Abbiamo impiegato il doppio del tempo previsto ma i Dirupi di Larsèc non amano la fretta e chi va di fretta non merita i Dirupi di Larsèc. ;)

8 commenti:

montagnesottosopra ha detto...

Ah che dolore! :cry: :) :) :) Luca e Marisa

lor74cas ha detto...

Che giornata!

anonymous ha detto...

Nadia writes:Che giornata fantastica!!! Noi abbiamo percorso il tratto Antermoia-P.so delle Scalette all'inverso, avendo dormito al rifugio P.so Principe. Interminabile e meraviglioso!

anonymous ha detto...

http://mon-ty.blogspot.com/ writes:Che roba!Viene voglia di trsferirmi per almeno un mesetto o forse anche più da quelle parti!Che sentieri!!!!!!!!!Uuuuuuuuuuu!!!!!!!!!!

frivoloamilano ha detto...

Luca:...e ti è andata bene, perchè per poco, in questa vacanza, ci scappava pure Cima Vallaccia...ma ci sono andato vicno... tra un pò ve lo racconto :spock: :happy:Lorenzo:è stato uno dei due giorni di bello che abbiamo avuto in due settimane. Per il resto sembrava autunno. :mad:Nadia:fantastica la giornata e fantastico il percorso. Il Latemar non sarà certo da meno... ;) Mon-ty:Hai ragione.Quando arrivi nelle Dolomitii vorresti trasferirti altro che per un mesetto, per sempre. Sono belle però anche le nostre montagne, le tue e le mie e sono sempre a portata di mano. ;)

anonymous ha detto...

Trekker (montagneluminose) writes:Le foto che hai pubblicato fanno sognare!! Bellissime.

frivoloamilano ha detto...

Originally posted by anonymous:Trekker (montagneluminose) writes:Le foto che hai pubblicato fanno sognare!! Bellissime.Per fortuna ogni tanto i sogni diventano realtà! Ciao

anonymous ha detto...

giovanni writes:posto solo qui ma ho letto tutto l'arretrato ;)belle vacanze, grande idea la scusa per il giro in elicottero (permettimi l'ironia) e aggiungo pure io che dolor che dolor per i dirupibelle cose flavio & all