Ci sono stati vari tempi del mio andare in Montagna. Il tempo della velocità e quello del passaggio chiave, il tempo dei rifugi e quello delle vette, il tempo delle vie attrezzate e delle ferrate. Questi "tempi" hanno scandito la mia vita, testimoni e compagni di altre vicissitudini e del passare degli anni. Oggi, eccomi qua alle prese con il tempo della consapevolezza, della montagna lenta e delle vie normali. Talvolta però i "vecchi tempi", mentre passo dopo passo percorro il sentiero, si ripresentano, ed io non oppongo resistenza.

Benvenuti, comunque la pensiate, su VIA NORMALE

5 giugno 2010

CRETA DI TIMAU - versante Nord Ovest

C'è la voglia, ogni tanto, di verificare se questo insieme di ossa, muscoli, tendini, nervi e sangue che costituiscono il nostro corpo, risponda alle sollecitazioni della mente. Gli anni passano e la mente è ancora un giovincello che percorrre dislivelli, risale pendii, si destreggia sulle creste, cammina per ore con una facilità estrema. E' facile "fare", ma quando sei al dunque, quando passi dalla fantasia alla realtà le cose cambiano. Con questa premessa e deciso a verificare se c'è sincronia tra mente e muscoli, arrivo alla "Casa Cantoniera" (m.1131) sulla strada che da Timau porta al Passo di Monte Croce Carnico. La testa ha detto Creta di Timau per il versante Nord Ovest, percorso lungo, dislivello di 1.100 m. circa, residui di neve nella parte alta. Forse stò chiedendo troppo ad un corpo "sessantenne" ma lo rispetterò e avrò rispetto per la montagna; ascolterò entrambi.
La giornata è splendida e risalire il sentiero nel bosco ombroso di faggi è piacevole anche se la pendenza è sostenuta. Il percorso si appiana solo in vista dell'oasi prativa dominata dalla cappelletta dedicata ai caduti di guerra, a circa 1400 m. di quota.
Da qui, con piacevoli saliscendi, il sentiero si snoda attraverso vallette di un verde rigoglioso, passando per Casera Pal Piccolo, resti di opere belliche del periodo 1915-1918, continuando fino ad un'ultima depressione, che risalita, mostra ancora lontana, la meta. Corpo e mente sono in perfetta sintonia quando raggiungo Casera Pal Grande di sotto (m.1536).










Una piccola sosta, un saluto ai soci dell'A.N.A. che stanno rimettendo in sesto quello che l'inverno e la neve hanno rovinato ed ho già alle spalle il ronzio del decespugliatore che tosa il prato della casera.

Il percorso continua comodo lungo la valletta del Rio Gaier, poi risale con alcune svolte fino alla Casera Pal Grande di sopra. Non si può decrivere, l'effetto che si prova arrivando qui. Si viene invasi da un'ondata di benessere, senti di essere in armonia. Le forme rigorose e forti della casera danno sicurezza e lo scenario poi, lo scenario adesso vicino e maestoso della "Creta". Soggiogato da questo contesto mi concedo una lunga pausa. Seduto sulla panca, la schiena appoggiata al muro, lo sguardo va a cercare la Sella Avostanis, 400 metri più in alto. Adesso mi aspetta la parte più impegnativa.





Il sentiero adesso è il 402 che taglia le pendici del Pal Grande fino ad arrivare ai ghiaioni alla base della parete nord per scomparire sotto la neve! Cominciano le prime perplessità. Del sentiero non c' è più traccia e neanche dei segnali, così potendo decidere dove andare, a tratti salgo dritto sulla neve morbida. La pendenza non è eccessiva ma la progressione è stancante. Ogni tanto mi ritrovo sul sentiero che la neve, dove si è sciolta, fa riemergere in maniera rincuorante. Così tra neve e dorsali erbose salgo in un'ambiente fantastico.Il riverbero è fortissimo, il sole mi arrostisce ed io devo aumentare le soste, devo bere, devo riprendere fiato. Comincia a non esserci più sincronia tra la mente ed il corpo. La mente è già in vetta il corpo stà decidendo che si fermerà alla sella. Guardo l'altimetro, segna quasi 2000, ancora uno sforzo, un ultimo traverso sulla neve e poi una decina di metri sui ripidi verdi di mugo basso intramezzato da filo spinato memoria di guerre passate, ed ecco lì in basso il lagheto di Avostanis! Sono sulla sella a quota 2100.









Eccola lì la Creta di Timau. Dalla sella la guardo e mi domando se quel cartello che dice ."Pizzo Timau 0.30" sia giusto! Lo ammetto ho un momento di sconforto, mi siedo stancamante su una roccia,e non mi muovo dalla sella per una quindicina di minuti. Alla fine decido :"ci metterò un'ora ma, vado in vetta, in fondo sono solo 100 metri". L'aver preso una decisione mi ha fatto "tornare le forze" o è l'effetto della barretta e del reintegratore salino. Poco importa il motivo, scendo all'insellatura e con calma vado a suonare la campana di vetta a 2217 metri.










Indugio lungamente sulla cima, firmo il libro di vetta, scatto foto degli estesi panorami e poi mi decido ad iniziare la discesa. Solo una lunga discesa. Scivolare sicuri sulla neve che adesso conosco e ritrovarsi alle spalle, ormai certo, quello che questa mattina mi sembrava incerto.











Alla Casera Pal Grande di sotto, mi fermo a riempire la borracia e gli amici dell'A.N.A. mi offrono un caffè...c'è uno specchio...sono rosso come una lampadina..."cotto" in tutti i sensi.

La prossima escursione, una cosa tranquilla, con Marisa, la mia dolce metà, che sopporta pazientemente i rigurgiti giovanili del sottoscritto....e anche per me, perchè il corpo è sacro e va rispettato ed io ho imparato ad ascoltarlo.

12 commenti:

montagnesottosopra ha detto...

Ciao Flavio. ho letto e riletto più volte il tuo racconto, con molta calma, per assorbire le parole una per una. E' forse il più bel racconto che hai postato e quando sentirò il bisogno me lo rileggerò e sarà come averlo letto la prima volta. Mi sembra di sentire il suono della campana sulla cima Belle foto e bella la Creta Ciao :up:

anonymous ha detto...

giovanni writes:mi ha commosso il tuo racconto!"Sperate sempre in ciò che aspettate, ma non aspettate mai ciò in cui sperate. Credete solo in ciò che vi convince, ma lasciatevi convincere solo da ciò in cui credete" - Paul Preussun caro saluto

lor74cas ha detto...

Bravo

anonymous ha detto...

Anonimo writes:ma a pal grande hai trovato i miei amici del cai codroipo con ivo pecile?bei posti, anche se sono di parte...

anonymous ha detto...

Nadia writes:Questo qui sopra è Luca...ha dimenticato il nome! ihihihiGrande Frivolo!!! che bella scarpinata e che bella giornata! Un abbraccio a Marisa!!!

frivoloamilano ha detto...

Luca Montagne Sottosopra: grazie delle belle parole. Sarà che fai parte anche tu del club degli "anta" ed hai ben compreso lo spirito del post :D ;) Giovanni: mi lusinghi, ma se ti ho suscitato una qualche emozione, sono soddisfatto. La frase di Preuss, una sintesi perfetta. Ciao e mi raccomando la schiena. Lorenzo Taccuino di Montagna: grazie (alla Petrolini!)Luca l'Alpinauta: quando sono arrivato alla casa cantoniera, Pecile era lì assieme al suo gruppo , la telecamera sul cavalletto che faceva riprese. All' inizio del sentiero ci siamo salutati. Non si tratta di essere di parte ma obiettivi: a Casera Pal Grande di Sopra io ci vivrei! Nadia l'Alpinegirl: si davvero una giornata stupenda, dopo tanto tempo. Non ero più abituato a gestire il sole tant'è che mi sono ustionato... Grazie per i saluti a Marisa. Un abbraccio a tutti voi .

anonymous ha detto...

Luca l'Alpinauta writes:comunque ti ho visto al ritorno, i mustacchi spuntavano dal portellone aperto della macchina!, stavamo salendo al passo

anonymous ha detto...

Anonimo writes:che posto!che cielo limpido!che laghetto!che montagne!Che belloooooooo

anonymous ha detto...

Doris writes:E' sempre piacevole rivedere le foto di questi posti !Cima Timau..lago Avostanis..Malga Pramosio l'anno scrso a settembre mi hanno fatto riscoprire il piacere di camminare e misurarmi con ..la fatica che la montagna sempre richiede...nonostante l'inesorabile trascorrere degli anni! Ciao a tutti !

frivoloamilano ha detto...

L'età non è un limite, ricordiamocelo Doris.....senza strafare però. :happy: Grazie per la visita e buone camminate.

anonymous ha detto...

Riny writes:Grande! Conosco gran parte di quei monti, ma quella lunga via non l'ho mai fatta, sono salita dalla malga Pramosio.Bellissime montagne della Carnia! Bellissime anche quelle dell'Austria.Complimenti! Bel giro!

frivoloamilano ha detto...

@Riny:Una bella escursione anche da malga Pramosio. Belle montagne con approcci per tutti i gusti! Per noi "innamorati delle montagne" sono tutte belle , italiane, austriache, slovene ecc.ecc.grazie per il commento e buone ascensioni ovunque ;)